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Via Cantalupa, 17
Brusaporto (BG)
Tel. +39 035 681024
Fax. +39 035 680849

Locale del cuore di Convivium

Data/Date: 23-2-14
Tipologia del Locale: Ristorante Relais Gourmand, 3 Stelle Michelin
Chef: Enrico e Roberto Cerea


ATTENZIONE!
Abbiamo pubblicato un nuovo reportage del Ristorante Da Vittorio a questo link.






The Convivium photoreports don't need captions (and most dishes names cannot be translated): although you wont find a full translation, simply looking at pictures you'll live an experience as if you were there.
Enjoy!

Descrizione

Il ristorante Da Vittorio è ospitato nell'omonima Dimora -parte del circuito Relais&Chateaux- di cui troverete un ampio servizio in lemilleUnanotte.
Vi si accede da una successione di ameni vialetti che attraversano la vasta proprietà immersa nel verde, prima sfiorando il laghetto con le oche, le anatre e i cigni, poi i vigneti di proprietà che occupano la cima della collina.
L'ingresso, comune all'hotel, è di notevole impatto scenografico, esaltato dal braciere che viene acceso la sera.



Dal 1966, quando Vittorio Cerea e la moglie Bruna aprirono il loro ristorante nel centro di Bergamo, i riconoscimenti si sono succeduti senza sosta: dalla prima stella Michelin del 1978 alla seconda del 1996, passando per l'affiliazione ai Relais&Chateaux come Relais Gourmand nel 2002, Da Vittorio con le Tre Stelle odierne si pone ai più alti vertici della ristorazione italiana.
Dopo la prematura scomparsa di Vittorio nel 2005, è oggi la Signora Bruna a ricevere la clientela come in un salotto, con la classe e la signorilità che la contraddistinguono; ad occuparsi praticamente del Relais sono i suoi 5 figli: Enrico e Roberto in qualità di chef, Francesco come sommelier responsabile della cantina e della ristorazione esterna, Rossella a curare l'ospitalità del ristorante e della dimora e Barbara a dirigere la pasticceria Cavour in Bergamo Alta.
Incominciamo la nostra visita dalla lobby, arredata con tappeti persiani e divani in pelle.





Non può mancare un'istantanea di Anna alla reception, che vi accoglierà sempre con un sorriso e tanta cortesia.
I raffinati ambienti adibiti a salotto preannunciano la sala da pranzo.









L'atmosfera di quest'ultima è ariosa e di gran tono, con elementi d'arredo di classica eleganza.
Spiccano i caldi pavimenti in parquet, il pianoforte a coda, le pareti in boiserie color crema ed i soffitti affrescati, da cui pendono artistici lampadari in vetro di Murano.



















Una intera porzione della sala si affaccia sui giardini esterni con grandi vetrate incorniciate da tendaggi drappeggiati.



















Fra i tanti particolari degni di nota, il carrello con gli infusi e la credenza con i bon-bon.
La cucina è ben visibile da due finestre in cristallo ritagliate nella boiserie della parete laterale.
Lo staff di cucina opera in affiatamento e sincronia sotto l'attenta direzione degli chef, Enrico e Roberto Cerea e Paolo Rota, marito di Rossella.
Tradizione lombarda, genio creativo, innovazione soft e strepitose preparazioni di pesce (anche crudo, che fin dagli anni '60 ha rappresentato una apprezzatissima innovazione in quel di Bergamo) sono soltanto alcune delle caratteristiche che possono descrivere la linea di cucina del Ristorante, che appartiene senza dubbio al Gotha del settore.



Proseguiamo la nostra visita con il bar, foderato con ricche boiseries.





La magnifica cantina è suddivisa in due zone, quella dedicata ai vini stranieri, con una prevalena di francesi (in particolare, grandi rossi di Borgogna e Champagnes, con i richiestissimi Dom Perignon e Laurent Perrier in prima fila), e quella consacrata all'Italia, con la Toscana e il Piemonte a primeggiare per i grandi vini rossi.



















Non mancano le chicche, come l'unico Pinot Nero bergamasco, proveniente da Carvico, il Moscato Nero Faber, prodotto dalla famiglia Cerea, e un preziosissimo Cognac del 1802, aperto tre anni fa per un cliente americano.
Ci guida nella visita Giorgio, assistente del Sommelier Fabrizio Sartorato.







I tavoli rotondi, molto ben distanziati, sono apparecchiati con candidi tovagliati di lino.







La "mise en place", di eleganza minimalista, è realizzata con sottopiatti in argento massiccio, posaterie Broggi in argento e calici Riedel e Spiegelau.