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Via Roma, 24
Bergolo (CN)
Tel. 0173 87013



ATTENZIONE!
Abbiamo pubblicato un nuovo reportage de 'L Bunet a questo link.


Data/Date: 24-5-09
Tipologia del Locale: Ristorante di cucina tradizionale





The Convivium photoreports don't need captions (and most dishes names cannot be translated): although you wont find a full translation, simply looking at pictures you'll live an experience as if you were there.
Enjoy!
Descrizione

Al ristorante 'l Bunet non si capita per caso. Il locale si affaccia sulla piazzetta principale del centro abitato tutto in pietra di Bergolo -premiato nel 2008 al concorso europeo per le città ed i villaggi fioriti- si trova in Alta Langa, in splendida posizione panoramica sulle colline adiacenti.







Gli interni sono costituiti da una accogliente sala rettangolare caratterizzata dal gradevole accostamento di legno e toni chiari, con pavimenti in monocottura e tavoli quadrati ben distanziati.













Merita sicuramente una visita la bella cantina, che da vita ad una lista di tutto rispetto.





La carta dei vini annovera infatti esclusivamente vini piemontesi -alcuni di produttori blasonati, altri di piccole cantine emergenti- suddivisi in 8 categorie:
1) Metodo Classico
2) Vini bianchi piemontesi
3) Dolcetto
4) Nebbiolo, Roero, Barbera d'Asti
5) Barbera d'Alba
6) Uvaggi, Vini con impiego di vitigni non autoctoni, Altre DOC, DOC Langhe, Monferrato, Vini particolari
7) Nobili di Langa DOCG, Barolo, Barbaresco
8) Vendemmie tardive, DOCG Moscato d'Asti, Vini aromatizzati
Una ultima categoria, la nona, elenca la proposta di Oli extravergini italiani

I tavoli sono apparecchiati con molta cura, con calici Spiegelau e fiori freschi.





In un angolo della sala spicca il magnifico carrello dei formaggi, con una accurata e ricercatissima selezione di prodotti di piccoli produttori, tutti da assaggiare!



La caratteristica principale di questi formaggi a latte crudo è di... non avere un nome e comunque non entrare quasi mai nel circuito dop.
Sono formaggi prodotti da appassionati che continuamente sperimentano, scelgono una forma, canonica o particolare, modificano... e quindi magari danno nomi di fantasia, dal più semplice genzianella fino al nome della... suocera!
Fra le prelibatezze presenti, citiamo un Blu vaccino delle Alpi Cozie, un Blu di capra della zona di Giaveno, un caprino in forma di tronchetto della stessa zona ed un altro Blu, misto capra, prodotto in Alta Langa in una frazione di Loazzolo.
Un Roccaverano classico ed uno in forma piccolina che il suo produttore ha battezzato "Caramlìn", un esperimento di Banon (tipico formaggio di capra provenzale, fasciato nelle foglie di castagno) realizzato in Piemonte, un Castelmagno d'alpeggio (che raramente è presente nel carrello) ed un Montèbore (misto pecora/mucca) della provincia di Alessandria.
E ancora un Pecorino piemontese di circa due anni e una toma di latte vaccino della Val Varaita, varie fogge di Roccaverano (elevate in foglie o aromatizzate con vinacce), un Pecorino elevato in vinacce della Val Germanasca, dei caprini cremosi dell'azienda Lo Puy di S.Damiano Macra, alcuni caprini in pasta dura della zona di Netro (biellese), la toma di Maira (vaccino), robiole di pecora dei paesi circostanti e della zona di Murazzano, infine il Serass del fen della Val Pellice.
Ogni stagione ha i suoi formaggi, quindi in autunno anche il carrello qui fotografato si presenterà in maniera differente.



Il servizio famigliare è svolto in prima persona dal patron Emilio Banchero, appassionato ricercatore di materie prime e supervisionatore della cucina, sempre disposto a dialogare e a prodigarsi in consigli e suggerimenti.
La lista delle vivande si fonda su preparazioni strettamente legate ai prodotti di stagione, con piatti casalinghi e tradizionali, arricchiti da qualche sapiente tocco di creatività.
I due orti adiacenti alla struttura -che forniscono verdure, erbe aromatiche e frutta coltivati in modo biologico- costituiscono una risorsa insostituibile nell'esecuzione delle ricette del territorio.
Gli animali allevati in cascina -agnelli, capretti, polli e conigli- i "Presidi Slow Food" quali il cardo gobbo di Nizza, il porro di Cervere ed il peperone quadrato di Carmagnola, le paste all'uovo e i pani fatti in casa, realizzati con farine integrali di mulino a pietra, e infine le famose "nocciole tonde e gentili" sono gli ingredienti che qui fanno davvero la differenza.
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