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Via San Pietro, 26A
(Palazzo Ormea)
Cherasco (CN)
Tel. 0172 489421



Data/Date: 8-5-14
Tipologia del Locale: Trattoria tradizionale
Chef: Pietro D'Aprano


ATTENZIONE!
Abbiamo pubblicato un nuovo reportage dell'Osteria La Lumaca a questo link.






The Convivium photoreports don't need captions (and most dishes names cannot be translated): although you wont find a full translation, simply looking at pictures you'll live an experience as if you were there.
Enjoy!

Descrizione

L'Osteria La Lumaca si trova in posizione centrale nella bella cittadina di Cherasco, la capitale piemontese delle lumache.





Trattandosi di una antica cantina, per accedervi occorre scendere una scala in mattoni, dalle pareti tinteggiate in un vivace giallo intenso.









Accanto all'ingresso trovano posto gli scaffali con le bottiglie - più di 400 etichette.
Poi l'unica sala, anch'essa ricavata dalle storiche cantine del cinquecentesco Palazzo Ormea.









L'osteria ha pareti e soffitti a volte con i mattoni a vista, in cui si vedono ancora i vecchi ganci per stagionare i salami.
Qui per anni si stipavano i sacchi di sale per lo scambio con altre merci.











L'ambiente è rustico e caldo.
Sono numerosi i particolari che colpiscono l'occhio: la collezione di lumache di ceramica, le mensole con vini e distillati, le nicchie e le madie in arte povera.













Nella piccola cucina, ben visibile dall'ampia finestra che si affaccia sulla sala, opera Pietro D'Aprano con l'aiuto della Signora Flora, vera istituzione del locale.



Il compito di preparare quotidianamente tajarin e tagliatelle spetta invece esclusivamente alla signora Flora, che abbiamo immortalato con uno dei suoi vassoi.
L'impronta di cucina è tradizionale piemontese - aggiungeremmo cheraschese, per via dei numerosi piatti con lumache- con le vecchie ricette tramandate da "nonna Maria", e la naturale stagionalità di alcuni piatti.



Gettiamo ora uno sguardo più ravvicinato alla zona cantina, in cui trovano anche posto alcune divertenti "casette delle lumache".













Le apparecchiature sono tanto informali quanto curate, con tovaglie chiare, posate Eme 18/10, calici Rastal e Schott-Zwiesel, fiori freschi ad ogni tavolo.
Il servizio viene svolto in maniera premurosa dalla deliziosa Cristina, moglie del patron Pietro, sempre sorridente.