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al Km 12,5 della SS 27 per il Gran San Bernardo
Gignod (AO)
Tel. 0165 56075




ATTENZIONE!
Abbiamo pubblicato un nuovo reportage della Locanda La Clusaz a questo link.

Data/Date: 20-2-11
Tipologia del Locale: Ristorante gastronomico, Stella Michelin, e Locanda
Chef: Piergiorgio Pellerei





The Convivium photoreports don't need captions (and most dishes names cannot be translated): although you wont find a full translation, simply looking at pictures you'll live an experience as if you were there.
Enjoy!


Descrizione (parte del materiale proviene dall'"Archivio La Clusaz")

La Locanda La Clusaz è situata in Valle d'Aosta, a Gignod, sulla strada statale che da Aosta conduce al Tunnel del Gran San Bernardo, ben accessibile dalla rete autostradale.
L'inconfondibile sagoma degli edifici che la compongono si incontra sulla sinistra al chilometro 12,5.







Il complesso risale al XII secolo, come punto di sosta e ristoro per i viandanti che valicavano il Colle del Gran San Bernardo.
L'antica Cappella originaria venne purtroppo distrutta durante la trasformazione in fattoria nel 1820.
Fortunatamente nel 1925 La Clusaz venne acquistata da Graziano Grange, nonno dell'attuale proprietario, che ridiede lustro all’antica vocazione del luogo intraprendendovi l’attività di ristorazione e di ospitalità.
La ristrutturazione operata dalla famiglia Grange è stata svolta con grande attenzione, affidando la decorazione dell'importante facciata ad una apprezzata artista locale, che ha anche curato alcune fra le installazioni d’arte situate all’interno, con l’obiettivo di far convivere anche nei decori e negli arredi il passato con il moderno e la tradizione con l’innovazione.





Oggi La Clusaz è condotta da Maurizio Grange e dalla sua compagna Sevi Math, che vi si dedicano con passione e impegno per offrire ai propri ospiti l’intatta sensazione di piacevole accoglienza che i viaggiatori dei secoli scorsi trovavano tra queste mura.
Dall'ingresso con il banco per il ricevimento una ariosa, ampia scala vi condurrà alle 14 camere situate al piano superiore, che sono state ricavate da un’attenta ristrutturazione degli spazi originali che costituivano il rifugio dei viaggiatori nel secolo scorso.
Per descrizione e immagini delle stesse, vi rimandiamo all'apposito capitolo del presente reportage.





Proseguiamo la nostra visita entrando nelle due sale del Ristorante, scenograficamente ambientate nei locali che anticamente erano meta dei viandanti in cerca di ristoro, sotto le spettacolari volte in pietra illuminate da luci soffuse che creano un ambiente caldo e d'atmosfera.









La lastra in ferro esposta sopra il caminetto riproduce lo scudo araldico del XVIII secolo dell’Arcidiacono di Aosta René Ribitel, stemma che testimonia le origini caritatevoli del rifugio.







Se la prima sala offre un’atmosfera intima e raccolta, la seconda -di dimensioni appena superiori, sobria e raffinata- è perfetta per piccoli eventi, banchetti, feste private e matrimoni.











Grazie alle luci ben progettate la nicchia con grappe e distillati diventa elemento d'arredo di notevole impatto visivo.



La cantina, caratterizzata da spesse mura e soffitti a volta, ospita una ricca selezione operata da Maurizio Grange e Sevi Math -entrambi appassionati sommeliers- di oltre 220 etichette, in prevalenza italiane, scelte fra le varie regioni con particolare attenzione al rapporto qualità-prezzo ed un occhio di riguardo ai piccoli produttori valdostani che coltivano preziosi vitigni autoctoni.
Quelli che Maurizio Grange e Sevi Math -esperti sommeliers- definiscono "Fuoriclasse".
La carta dei vini comprende una vasta proposta di birre da pasto e di vini da dessert e da meditazione, anche a calice.
E' organizzata per tipologie di prodotto, con titoli e descrizioni che forniscono un'utile guida nella scelta del vino.













La cucina di Piergiorgio Pellerei non è soltanto rivolta alla valorizzazione del patrimonio gastronomico tradizionale valdostano con la proposta di ricette storiche regionali ma sa affiancarvi una dose di innovazione ben meditata e misurata, frutto di un costante lavoro di ricerca e di sperimentazione.
La Clusaz vanta una piccola produzione propria: dalla macellazione del maiale vengono prodotti i salami, il prosciutto crudo e i boudins valdostani che vanno ad arricchire il menu della tradizione.











Nelle foto sopra, alcuni momenti del lavoro in cucina, che integriamo con 5 imperdibili filmati da visionare nel prossimo capitolo.
La "mise en place" prevede sottopiatti e posaterie di tono su ricchi tovagliati Frette, abbinati a calici Schott-Zwiesel e Riedel.







In sala opera Sevi Math con l'aiuto di Corrado, Ergeta ed Elona: tutti si muovono con estremo "savoir faire", per fare sentire il cliente come a casa propria.
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