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Ricca di virtù salutari, è un vero prodigio della natura

(fair use di immagine wikipedia rilasciata nel pubblico dominio, By JanRehschuh (Own work) [CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons)
Tra tutti gli agrumi è lei, l'arancia, la protagonista della tavola d'inverno: il suo aroma evoca l'atmosfera intima dei mesi più freddi e, contemporaneamente, il sole del sud e il clima dolce delle zone di mare. E' proprio vicino al Mediterraneo che l'albero di arancio cresce, dove le temperature non sono mai troppo rigide e la luce è tanta. L’arancio (Cityrus sinensis) è originario della Cina, Indocina e altri paesi del Sud Est asiatico e fu introdotto in Europa dagli Arabi nel X secolo. L'arancio si diffuse poi nel bacino del Mediterraneo e fu infine portato in America da Cristoforo Colombo, alla fine del XV secolo. Le specie coltivate sono due: l'arancio amaro e quello dolce. L’arancio amaro ha polpa acida, amarognola e ricca di semi e la buccia è abbastanza sottile: viene utilizzato dall’industria alimentare per le marmellate, in pasticceria o per la produzione di liquori come ad esempio il Curaçao. L'Arancio dolce è l’agrume più coltivato nel mondo. Insieme alla Spagna, l’Italia è il maggiore produttore di arance in Europa (per quanto riguarda la produzione nazionale italiana il 70% è in Sicilia, e il 20% è in Calabria).
(fair use di immagine wikipedia rilasciata nel pubblico dominio, by RobeRt Vega from USA [CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons)
L'arancio dolce si distingue in diverse varietà che fanno capo a due grandi famiglie, le bionde e le rosse, a seconda del colore della polpa, della grandezza del frutto e della sua dolcezza. Le arance bionde hanno polpa giallo-arancio e comprendono Navel, Biondo comune, Belladonna, Valencia e Ovale. Quelle più coltivate sono le Navel, con le tipologie Washington, Navelina, Navelate. Hanno la buccia uniformemente colorata, forma sferica e sono caratterizzate dalla presenza dell’ombelico, dovuto alla formazione di un secondo frutto. Prive di semi, sono molto diffuse e apprezzate per la bassa acidità che esalta la dolcezza del succo, tipicamente di colore giallo-biondo, e si trovano sul mercato da ottobre a fine maggio.
(fair use di immagine wikipedia rilasciata nel pubblico dominio, Di USDA photo by Scott Bauer. Image Number K7237-8. [Public domain], attraverso Wikimedia Commons)
Tra le arance rosse troviamo Tarocco, Moro e Sanguinello. L’arancia Tarocco è una varietà pregiata, con polpa striata di rosso, senza semi, disponibile sul mercato da metà dicembre fino alla fine di maggio. È adatta sia per il consumo (quelle di pezzatura più grande) che per spremuta (quelle più piccole). L’arancia Moro ha polpa rossa e ricca di succo, dunque particolarmente adatta per le spremute come la Sanguinello, che è più piccola e più rossa. Le arance più consumate nel mondo sono le bionde, ma quelle rosse sono maggiormente ricche di sapore e di principi nutritivi e contengono il doppio della vitamina C delle altre arance e crescono in Sicilia. I pigmenti (antocianine) che le colorano di rosso poi, sono flavonoidi (polifenoli), potenti antiossidanti e antagonisti dei radicali liberi.
L'arancia inoltre offre molteplici soluzioni a emergenze di vario genere: i gargarismi con il succo d'arancia giovano nelle gengitivi e stomatiti. L'infuso della scorza ha proprietà toniche, aperitive e digestive. La buccia da cui si ottengono ottimi canditi, può essere impiegata nella preparazione di salse, dolci e marmellate.
(fair use di immagine wikipedia rilasciata nel pubblico dominio, Autore: Paolo Ciarlantini)
L’arancia è spesso impiegata nella preparazione di secondi piatti con gusto agrodolce, e il succo d’arancia è molto utile in cucina per sgrassare e aromatizzare volatili, carne di maiale e pesci bianchi. Anatra e arancia sono un matrimonio perfetto. Un petto di anatra arrostito in forno, glassato alla fine con marmellata di arance amare e passato brevemente al grill (giusto per caramellare la pelle e renderla croccante) è un piatto veloce e facile che vale la pena conoscere, soprattutto per quando si vuole fare colpo sui propri ospiti, senza però volere spendere ore in cucina.

Guido Tampieri