Seleziona la tua lingua

Dopo le feste, portiamo in tavola verdure cotte e crude e frutta di stagione

(fair use di immagine wikimedia, rilasciata nel pubblico dominio, autore Dungodung)
Il problema, ora che l’Epifania è passata portandosi via tutte le feste, è quello di smaltire i chili in eccesso, o comunque di ritrovare una buona forma fisica, dopo il tour de force di pranzi di Natale, cenoni di Capodanno e così via.
Come paiono lontani i tempi in cui si aspettava Natale per poter riassaporare quei piatti che ci si poteva permettere solo una volta l’anno: agnolotti, arrosti, panettone, torroni. E il profumo di arance e mandarini, che connotava il clima della festa! Oggi questi cibi sono disponibili praticamente tutto l’anno. La grande distribuzione vende già ad inizio dicembre panettoni e pandori a prezzi scontati, resistere alla tentazione è praticamente impossibile. A questo si aggiungono le cene con i colleghi d’ufficio o a casa di amici, rigorosamente programmate nelle settimane precedenti le Festività, dove ci si incontra per il rituale scambio di regali ed auguri. La nostra società, ormai ipernutrita, per quanto tempo ancora continuerà a farsi del male davanti ai suoi sempre più frequenti e irrinunciabili riti enogastronomici? La Befana una volta portava nella calza carbone dolce, arance e mandarini. Si potrebbe partire da lì, dal sapore vivo della frutta di questa stagione per rimettersi a posto. E poi il mese di gennaio potrebbe rappresentare il momento della valorizzazione delle verdure, sia cotte sia crude.
L’inverno offre una serie d’ottime verdure che sono davvero un toccasana per il nostro organismo. E’ bene ricordare che la verdura sazia, è povera di calorie ma ricca di fibre e nutrienti tra cui ne spiccano alcuni, come le vitamine, sali minerali e antiossidanti che sono molto importanti per il nostro organismo. Tra le verdure più gustose che questa stagione offre, possiamo citare le varie tipologie di cicorie e le crocifere. Tra le varietà delle cicorie, chesi catalogano tra le “verdure amare”, ci sono il radicchio a foglie rosse, quello a foglie verdi, il radicchio variegato, la cicoria da taglio, la cicoria da cespo (tra cui la catalogna e le puntarelle) e anche la scarola, l’indivia riccia e quella belga. Verdure come l’indivia belga e il radicchio rosso si possono consumare crude, in insalata oppure cotte nei primi piatti, grigliate o stufate. Le puntarelle, che altro non sono che le foglie interne, i germogli della catalogna spigata, sono ottime crude in insalata con olio, aceto e alici sminuzzate. Le cicorie stimolano l’appetito, e le sostanze amare, presenti soprattutto nelle radici, svolgono azione diuretica e digestiva. Passando alle crocifere troviamo una varietà di tipologie davvero stupefacenti: cavolo, broccolo, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, cavolo cappuccio, cavolo nero, cavolo verza, piccoli broccoletti: un insieme straordinario di gusti da cui si possono ricavare ottime ricette. Si pensi alle pur semplici ma gustosissime frittelle di cavolfiore, molto diffuse nella nostra campagna. Un altro modo per utilizzare questi prodotti è certamente la zuppa, quella di cavolo è la più nota, ma minestroni e zuppe sono anch’essi dei toccasana per il nostro organismo. A proposito di zuppe dobbiamo ricordare le zuppe di legumi, tra cui piselli, ceci, fagioli, lenticchie. Ci si può sbizzarrire unendoli a cereali, orzo, farro, alla pasta o al riso. Senza rinunciare a una bella insalata di finocchi crudi o cotti conditi con olio extravergine d’oliva taggiasca o alle radici bollite cosparse con un poco d’aceto.
E come frutta, accantonando per un momento frutta secca ed esotica, torniamo alla frutta fresca e agli agrumi italiani: arance, mandaranci, clementine e mandarini, possibilmente non trattati. Si riconoscono perch&ecute; non sono lucidati con cere e hanno rametti e foglioline. Sono una fonte preziosa di vitamina C, hanno proprietà antivirali e antinvecchiamento. Come tutta la frutta acidula possono aiutare la digestione e sono diuretici e disintossicanti.

Guido Tampieri